Handbook_Volume III

105 1.9.4 Il monitoraggio infermieristico nei primi 100 giorni Sonia Soave1*, Angelica De Vita1, Francesca Macagnino1, Silvia Mancini1, Massimo Adamo1 1 Trapianto Cellule Staminali, Fondazione Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia Email address: sonia.soave@ptvonline.it (Sonia Soave) *Corresponding author Abstract: Il monitoraggio dei parametri clinici, ematochimici e strumentali rappresenta un aspetto fondamentale per la gestione del paziente sottoposto a Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE). Soprattutto nel trapianto allogenico, durante i primi 100 giorni si deve tener conto delle criticità e dell’insorgenza di possibili numerose complicanze, che possono anche sovrapporsi e interagire tra loro. Il monitoraggio del catetere venoso centrale, in accordo con le più moderne linee guida, è premessa fondamentale a una corretta gestione del paziente trapiantato. In ogni Unità di Trapianto bisogna sviluppare protocolli di monitoraggio al fine di intercettare quanto più precocemente possibile l’insorgenza di eventuali complicanze, come pure di monitorizzare nel tempo la risposta ai trattamenti. Durante la fase di aplasia, entro i primi 30 giorni dal trapianto, è necessario monitorare in maniera sistematica le condizioni cliniche e lo stato neurologico, i parametri vitali (PV), lo stato delle mucose, la diuresi con valutazione del bilancio idrico di entate/uscite, il dolore, il peso corporeo. È importante che l’intensità del monitoraggio di questi parametri e sintomi sia modulato in relazione alle caratteristiche del paziente e alla sua storia clinica, al fine di personalizzare quanto più possibile il regime di sorveglianza e assistenza. Il successo del trapianto dipenderà in gran parte dalla capacità di saper prevenire ed eventualmente gestire le diverse potenziali complicanze (infezioni, Graft-versus-Host Disease-GVHD, malattia veno-occlusiva-VOD, ecc.) tramite l’adozione e la pratica di specifici e dedicati regimi di monitoraggio clinico. Keywords: Trapianto CSE, Monitoraggio Clinico, Complicanze 1. Introduzione Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (CSE) è una procedura intensiva, basata sulla somministrazione di alte dosi di chemio-radioterapia, includente, nel caso del trapianto allogenico, terapia immunosoppressiva. Le possibili complicanze sono numerose ed eterogenee, di tipo tossico, infettivo o immunologico, e possono intervenire sia in fase precoce che tardiva. Esse possono verificarsi contemporaneamente e interagire tra loro nel determinare la severità del quadro clinico, influenzando di conseguenza, la complessità della gestione globale del paziente (Figura 1). Il monitoraggio clinico, strumentale ed ematochimico è fondamentale nella gestione del paziente trapiantato, al fine di: • identificare precocemente le situazioni di rischio, contribuendo ad instaurare conseguenti procedure di profilassi/prevenzione; • diagnosticare precocemente le complicanze, consentendone la gestione per una risoluzione tempestiva; • valutare la risposta ai trattamenti. In una moderna Unità di Trapianto di CSE, il monitoraggio del paziente trapiantato deve essere dettagliatamente definito nell’ambito di procedure operative e istruzioni del Sistema Qualità per il Trapianto (JACIE-FACT) e in accordo con gli Standard normativi di riferimento (Requisiti minimi organizzativi, accreditamento CNT/GITMO) [1], [2]. In questo ambito, le procedure di monitoraggio del paziente trapiantato devono costituire linguaggio comune a tutti gli operatori impegnati nella gestione del paziente. È importante quindi, che ogni Centro elabori delle procedure e degli strumenti correlati, come ad esempio 1. Aspetti Generali

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